Tracce Carmelitane - Festa del Carmen a Revò
di P. Stefano Conotter ocd
Revò, Chiesa di S. Stefano
La festa a Revò
Il conte Carlo Cipriano Thunn
Ex voto del conte Carlo Cipriano ThunnIl conte Carlo Cipriano Thunn,
cui è legata l'origine della devozione alla Madonna del Carmine di
Revò, apparteneva a una delle famiglie che hanno maggiormente segnato la
storia del Trentino inserendosi anche sulla scena europea. Un ex voto che si trova nel santuario di S. Romedio e che ritrae il nostro personaggio in atto di devozione sotto la Madonna di Loreto, affiancata da due angeli che porgono il rosario e lo scapolare del Carmine.
Il quadro è registrato nel santuario nel 1650 con queste parole: "Carlo
Cipriano Conte di Thun sul fiore del ventesimoquinto anno dell'età sua,
con un quadro votivo testificò solennemente che per l'intercessione di
Maria Santissima e San Romedio era scampato da un pericolo di morte
manifestissimo". Questo pericolo mortale è certamente legato all'arma da fuoco che si vede nel quadro,
in una posizione che fa pensare a un colpo esploso accidentalmente. È
probabilmente da questo episodio che nasce nel conte il desiderio di
fare qualcosa di speciale per la Madonna che lo porterà a promuovere la
fondazione della Confraternita della Vergine del Carmelo a Revò.
Le origini della festa di Revò
Le tracce carmelitane
non sono solo chiese o dipinti che testimoniano la diffusione della
devozione alla Madonna del Carmine o ai santi carmelitani. Ci sono anche
tracce viventi, come la festa del Carmen a Revò, in Val di Non (Trentino). Questa festa in onore della Madonna del Carmine si celebra ogni anno a Revò, dove c'è una chiesa dedicata alla Vergine del Carmelo, che si trova a "un tiro di sasso" dalla chiesa parrocchiale dedicata a Santo Stefano Protomartire. La chiesa in origine poteva essere il battistero della Pieve di Revò; all'interno si trova una pala con la Madonna che consegna lo scapolare a S. Simone Stok e a S. Teresa. In origine questo quadro copriva l'antica statua della Madonna del Carmine, recentemente restaurata, la quale era esposta solo in occasione delle feste. Attualmente questa statua si trova nella chiesa di S. Stefano. Essa fu donata alla comunità di Revò dal Conte Carlo Cipriano Thunn, che la fece scolpire in occasione della fondazione della Confraternita del Carmine nel 1651. Si racconta che l'artista abbia preso a modello una donna del paese, infatti la statua ha le fattezze di una donna popolana.
La festa a Revò
La festa della Madonna del Carmine, la prima domenica dopo il 16 luglio,
è l'evento più importante dell'anno per i revodani. Essa è preparata
da un triduo che comincia il mercoledì, in cui si porta una statua della
Madonna del Carmine dalla chiesetta di S. Maria alla chiesa
parrocchiale di santo Stefano. Questa scultura è stata fatta agli inizi
del novecento, dono dei revadani immigrati in America, per essere
portata in processione, preservando l'antica statua da possibili
incidenti dovuti agli spostamenti. Inizia così il triduo religioso vero e proprio spesso predicato da un padre carmelitano. Poi il sabato sera inizia la festa popolare. La domenica mattina c'è la messa "granda": la processione inizia il pomeriggio:
ad essa partecipa tutto il paese assieme a chi viene dai paesi vicini e
ai turisti. Nella festa il ruolo più importante spetta ai coscritti
che portano la statua, mentre le coscritte portano le torce. Anche i
coscritti che sono in America ci tengono a venire a Revò per la festa.
Spetta anche ai coscritti costruire il grande arco in piazza dove viene posta la Statua della Madonna dopo la processione.
Gli emigrati da Revò hanno portato la devozionedel Carmine anche in America. È così per esempio che in Pennsylvania i revodani hanno costruito una chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine del Carmelo. Il Carmen costituisce
così il momento in cui si rinnova la coscienza di appartenere ad una
comunità, la cui storia è accompagnata dalla materna protezione della
Vergine del Carmelo. Proprio questo costituisce la miglior risorsa per
affrontare l'avvenire e le sue sfide.
Il conte Carlo Cipriano Thunn
Carlo Cipriano era nato a Castel Bragher nel 1619
dai conti Giorgio Sigismondo e Ginevra Thunn. Aveva studiato a Trento e
a Praga, manifestando un profonda fede cristiana, come si può dedurre
dall'orazione funebre che gli fece il padre predicatore Giuseppe Pech
di Aquisgrana: «Hore intiere consumava cò genoccchi in Terra assorto in fervorose preghiere,
cò la mente nell'amoroso suo Dio. Dicalo quel Popolo stesso , che
vedendolo più di vinticinque volte il giorno, quasi furtivamente ridursi
in Chiesa di S. Stefano, drivi sul pavimento prostrato, visitando
gl'Altari, con sospiri, gemiti, e singhiozzi, tra fervide preci, et
umili bacci tributati alla Madre comune, raccomandarsi alla Vergine
Santissima, et a quel Protomartire glorioso, era volgarmente
proverbiato, che più d'Orationi egli spargesse in un dì solo, che non
facea la Comunità tutta in una settimana. Dicalo l'illustrissima
Contessa di lui Consorte (si tratta di Anna Elena Doralice nata Clesia)
quante volte le notti intiere trapassò in Vigilie, Contemplazioni,
Preghiere, e letture di libri Sacri, onde dalla medesima ammonito a
prender riposo, per non distruggere l'individuo cò tante asprezze,
respondeagli: "Signora, se avessi milla vite le spargerei volentieri per
il mio Crocifìsso Nazareno"». Pur tenendo conto dello stile barocco
dell'epoca, questa orazione ci dà l'idea della profonda vita cristiana del conte Carlo Cipriano, e in particolare della sua devozione alla Vergine.
Le origini della festa di Revò
Ma da dove veniva il legame particolare alla Vergine del Carmelo? Secondo l'atto di fondazione della confraternita, avvenuta nel 1651,
la devozione era già diffusa à Revò: «Gli huomeni et vicini di
questa Magnifica Comunità di Revò ad honore e Gloria del onnipotente
Iddio e per salute delle anime loro, già un pezzo fa hanno professato particolar divotione verso la Vergine Santissima chiamata del Carmine». Qualche anno prima, nel 1642, i Padri Carmelitani Scalzi erano arrivati a Trento nel convento delle Laste.
La diffusione della spiritualità del Carmelo sembra comunque precedere e
accompagnare questo avvenimento. Infatti, il padre carmelitano che
presiede all'atto di fondazione della confraternita non è legato al
convento delle Laste, ma è frate Lucio Morgogni di Ferrara inviato dal
Vicario Generale dell'Ordine Carmelitano della Congregazione Mantovana. È
probabile che la spiritualità carmelitana si diffonde in quest'epoca di
riforma postconciliare anche attraverso le grandi famiglie che hanno
dei legami al di fuori del principato. Ciò che appare è comunque il
radicamento profondo che la devozione del Carmine continua ad avere
anche nelle epoche successive. Ne è prova per esempio la cappellina intitolata alla Madonna del Carmine lungo la strada per Tregiovo. Venne innalzata nel 1904 con il denaro dei carrettieri di Revò e dei dintorni.
Lo scopo era quello di ottenere protezione durante la pericolosa
discesa lungo la strada dove sorge la cappellina. Da questo luogo si
gode ora un'ottima visuale sul bacino artificiale sottostante e su parte
della valle
da \ carmeloveneto.it
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