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Visualizzazione dei post da 2014

Maria, una laica fondatrice di monasteri teresiani

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La beata, con il velo bianco di monaca conversa, a cui appare S. Teresa Leggendo la vita della Beata Maria dell’Incarnazione mi sgorga dal cuore un grazie  al Signore che in ogni epoca suscita santi che diventano fari ad illuminare il cammino di chi viene dopo. Questa donna eccezionale può davvero insegnare a tutti il cammino verso di Lui e ciò specialmente a noi laici perché proprio da laica ha vissuto la maggior parte della sua vita, infatti pur avendo manifestato il desiderio di consacrarsi al signore ubbidisce ai propri genitori sposando l’uomo scelto da loro. Trovo che sia da ammirare il suo atteggiamento positivo perché pur accettando un progetto di vita che non ha scelto profonde in esso tutto il suo amore e il suo entusiasmo di vita. Dal suo matrimonio nascono 6 figli, e oltre ad occuparsi della loro educazione e dell’andamento familiare Barbara, questo il suo nome da laica, si dedicava ad opere di beneficenza e intratteneva relazioni con insigni personalità della ch...

7 dicembre, II Domenica di Avvento

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Santa Teresa di Gesù Convertitevi! “Vita” 4,7:  Il Signore, dunque, cominciò a favorirmi tanto in questa via, che mi faceva grazia di concedermi un’orazione di quiete e qualche volta pure quella di unione (...)È vero che l’orazione di unione durava ben poco, non so se appena un’Ave Maria, ma ne restavano in me così grandi effetti che, pur non avendo in quel tempo neppure vent'anni, mi sembrava di tenere il mondo sotto i piedi. Ricordo, pertanto, che mi facevano pena quelli che lo seguivano, fosse anche solo in cose lecite. “Fondazioni” 5,16: Io ritengo maggior grazia del Signore un giorno di umile conoscenza di sé, anche se a prezzo di grandi afflizioni e sofferenze, che molti di orazione. Lettera giugno 1571: Questo Padre Visitatore mi dà proprio la vita, e voglio sperare che non si lasci ingannare sul conto mio come tutti gli altri. Il Signore si compiace di fargli capire la mia grande cattiveria, e mi sorprende in difetti a ogni passo. Io ne sono...
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L’eterno progetto Figli nel Figlio di Anastasio Ballestrero ELEZIONE E PREDESTINAZIONE Dio, prima della creazione del mondo, ci ha eletto ad essere santi nella carità, avendoci  predestinati ad essere figli in Cristo Gesù ( Ef 1, 3-4 ) C on queste parole dell’apostolo Paolo noi entriamo nella considerazione del fine della nostra vita, e non tanto mettendoci da un punto di vista ristretto e piccolo, pensando cioè che cosa toccherà a noi alla conclusione della nostra esistenza terrena, quanto piuttosto mettendoci dal punto di vista di Dio. È Lui il nostro Creatore per cui non siamo noi a darci un fine, ma è Lui che ce lo dà. Noi sorgiamo dalle sue Mani onnipotenti, segnati da una vocazione che è nelle sue scelte da tutta l’eternità, quando Dio era Dio ma non solo, perché era beata comunione trinitaria, infinitamente felice e infinitamente perfetto. Nella generosità infinita dei suoi pensieri aveva anche quello della creazione: fare scaturire dal nulla ...
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23 novembre, XXXIV domenica (A). Gesù Cristo Re dell’universo Mt 25,31-46: Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l'avete fatto a me. (cfr. XXX domenica). Sperimentando misticamente la presenza del Signore, S. Teresa scrive: Mi rendevo conto che, pur essendo Dio, egli è anche uomo, e come tale non si meraviglia della debolezza umana, conoscendo la nostra misera natura soggetta a molte cadute a causa del primo peccato che egli è venuto a riparare. Posso trattare con lui come con un amico, benché sia il Signore; capisco, infatti, che egli non è come quelli che quaggiù stimiamo signori, i quali ripongono tutta la loro grandezza in un fittizio sfoggio di autorità. Bisogna attenersi a ore determinate per parlare con loro e non lo possono fare che persone segnalate. Se si tratta di un poveretto che ha qualche affare da sbrigare, non parliamo dei giri, dei favori da chiedere, delle fatiche che gli dovrà costare avere una udienza. Se poi si vuole parlare con il re, l...

1 e 2 novembre Solennità di tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti

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Riflessioni di S. Teresa di Gesù “Castello interiore” VI capitolo 7 (titolo):  “… che grande errore non sforzarsi, per spirituali che siano, di tenere presente l’Umanità di nostro Signore (…) e della Sua gloriosa Madre e dei Santi.” “Vita” 1,1.4: “Mio padre amava leggere buoni libri e ne teneva diversi in lingua volgare perché anche i suoi figli li leggessero. A causa di queste letture e della cura che mia madre aveva di farci pregare e di renderci devoti di Nostra Signora e di alcuni Santi, cominciò a destarsi in me la pietà, credo all’età di sei o sette anni. Mi era di aiuto il vedere che i miei genitori non favorivano che la virtù; di virtù essi ne avevano molte (…)I miei fratelli, dunque, non mi intralciavano in nulla per distogliermi dal servire Dio. Ne avevo uno quasi della mia età, con il quale mi mettevo spesso a leggere le vite dei santi (…)Nel vedere i martìri che le sante avevano sofferto per Dio, mi sembrava che comprassero molto a buon mercato la grazia d...

ANNO A DOMENICA XXX << TRA L'ANNO>>

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<< Ti amo, Signore, mia forza … mio liberatore>> ( Sl 18, 2-3 ) L a Liturgia della Parola mette oggi a fuoco il grande comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo. La prima lettura ( Es 22, 20-27 ) riporta un gruppo di leggi riguardanti i doveri verso il prossimo bisognoso: i forestieri, le vedove, gli orfani, i poveri, i debitori. << Non molestare il forestiero … perché voi siete stati forestieri nel paese di Egitto >> ( ivi 21 ); voi che avete sofferto per le angherie degli Egiziani, badate di non fare soffrire gli stranieri che vivono tra voi. << Non dovete maltrattare la vedova o l’orfano >> ( ivi 21 ) perché Dio vi punirebbe con la morte sicchè << le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani ( ivi 23 ). Facendo un prestito al povero <<non sarai per lui un usuraio >> ( ivi 24 ), e prima di notte restituirai il mantello preso in pegno.          ...

Santa Teresa di Gesù – Cammino 42,24

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Ti supplico , Signore, di liberarmi veramente e per sempre da ogni male, perché vedo che invece di estinguere i debiti che ho con te vado aumentandoli sempre più.                       Quello che mi tormenta, Signore, è di non saper con certezza se ti amo e se i miei desideri ti sono accetti. O Signor mio e mio Dio, liberami da ogni male e degnati di condurmi dove non regna che il bene … Quaggiù, purtroppo, la nostra volontà non si accorda sempre con la tua. Tu vuoi che amiamo la verità e noi amiamo la menzogna; vuoi che cerchiamo l’eterno, e noi ci portiamo al finito; vuoi che aspiriamo a cose grandi e sublimi, e noi ci affezioniamo alle miserie della terra; vuoi che bramiamo ciò che è sicuro, e noi ci volgiamo a ciò che è dubbio. Si, tutto è vanità …,fuorché supplicarti di liberarci per sempre da questi pericoli e da toglierci da ogni male … Perché temere di chiedere mo...

Santa Teresa di Gesù – Fondazioni 5,5

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Oh, la carità di coloro che ti amano veramente, Signore, e ti conoscono! Che riposo potrebbero essi avere se vedessero di poter contribuire, fosse pure per poco, affinché  un’anima ti amasse di più, o solo per darle una consolazione e liberarla da un pericolo? Come diverrebbe insopportabile il loro riposo personale! Afflitti per la rovina di tante anime, se non possono giovare con le opere, ti importunano con la preghiera, Signore. Perdono ogni contento, e lo stimano per ben perduto, dimentichi affatto di se stessi per non pensare che al modo migliore di compiere la tua volontà. Santa Teresa di Gesù – Fondazioni 5,5

Santa Teresa di Gesù - Esclamazioni 2,1

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Oh! Possente amore di Dio! Come sono diversi i tuoi effetti da quelli dell’amore mondano! Questo, temendo che gli si rubi il bene che possiede, non vuole avere compagnia, mentre il tuo amore, mio Dio, va tanto più aumentando quanto più numerosi ne sono gli amanti; se vi è qualcosa che diminuisca la sua gioia, è appunto nel constatare che non tutti sanno godere di un tal bene. Questo è il motivo, o mio Tesoro, per cui l’anima si abbandona alla tristezza pure in mezzo alle gioie e alle delizie che gusta in te. Pensando al gra numero di coloro che rifiutano tali ebbrezze, e a quelli che le perderanno eternamente, fa di tutto per procurarsi dei compagni, pronta a sacrificare ogni suo personale interesse appena crede di poter alquanto contribuire onde ottenere che altri ne godano. Santa Teresa di Gesù -  Esclamazioni   2,1

BEATA ELISABETTA DELLA TRINITÀ - lettera 186

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Poiché tu, Signore, abiti nelle nostre anime, la tua preghiera è anche la nostra ed io vorrei parteciparvi senza posa, tenendo la mia anima, come un piccolo recipiente, sotto questa fontana di vita, per poterla poi comunicare alle anime lasciando traboccare le tue ondate d’infinita carità. << Per loro sacrifico me stesso affinché essi  pure siano santificati nella verità>>. O mio Maestro adorato, voglio farle del tutto mie queste tue parole. Sì, voglio santificarmi per le anime, e poiché siamo tutti membra di un solo corpo, nella misura in cui possederò la tua vita divina potrò comunicarla e diffonderla nel grande organismo della Chiesa. ELISABETTA DELLA TRINITÀ, Lettere 186

DOMENICA XXIX TRA L’ANNO (ANNO A)

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DOMENICA XXIX <<TRA L’ANNO>> ANNO A Tu sei il Signore! Fuori di te non c’è altro Dio ( Is 45,6)      N essun avvenimento della storia sfugge alla provvidenza di Dio. Gli stessi governanti, anche senza saperlo, sono strumenti dei quali Dio si serve per attuare i suoi piani di salvezza. La prima lettura ne presenta ne presenta l’esempi tipico in Ciro, il fondatore dell’impero persiano che fu, nelle mani di Dio, il liberatore del popolo eletto. << Io l’ho preso per la destra>> ( ivi  1), dice di lui il Signore. E in forma più esplicita e diretta: <<Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho designato quando tu non mi conoscevi>> (  ivi  4 ). La storia degli individui e dei popoli è nelle mani di Dio, ed egli la tesse anche per mezzo degli uomini che non lo conoscono e che agiscono con ben altri intenti. Al di sopra di ogni governo umano, sta il governo di Dio col ...

A proposito di "Misericordia" DIO ACCOGLIE TUTTI COME UN PADRE

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Vangelo: Lc 15,1-32 Dal Vangelo secondo Luca   In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».   Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.   Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con m...

L'Orazione secondo Santa Teresa di Gesù

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Come due innamorati che si guardano dritti negli occhi. (Vita 27,10) L'orazione mentale: una relazione esperienziale con Dio Sebbene tutti siano sempre sotto gli occhi di Dio, ritengo che vi si trovino in maniera tutta speciale quelli che si dedicano all'orazione perché sentono che Lui li sta guardando, mentre gli altri possono stare anche per più giorni senza nemmeno ricordarsi che Dio li vede (...). Molti santi e buoni autori hanno scritto sul bene di cui fruisce chi si applica all'orazione, intendo dire all'orazione mentale (...). Posso dire soltanto quello di cui ho acquistato per esperienza: per quante colpe commetta chi ha cominciato a dedicarsi all'orazione non l'abbandoni, poiché essa costituisce il mezzo per riabilitarsi, e senza il suo appoggio l'impresa gli risulterà assai più difficoltosa. Non si lasci tentare dal demonio nella subdola maniera da lui adottata con me, persuadendosi a tralasciarla per umiltà; si convinca che le parole di Di...

Testimoni dell'Amore Coniugale - I Beati Coniugi Martin

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DOMENICA XXVIII “ TRA L’ANNO” ANNO A O Signore, tu prepari davanti a me una mensa (Sl 23,5) La Liturgia di questa domenica presenta la salvezza sotto l’immaginedi un festino preparato da Dio a tutti gli uomini: <<Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un convito di carni grasse, un convito di vini grevi … Egli strapperà in questo monte il velo che velava la faccia di tutti i popoli … quindi eliminerà la morte per sempre; asciugherà il Signore le lacrime su ogni volto>> ( Is 25, 6-8 ).Banchetto sontuoso che rivela la magnificenza di chi lo imbandisce ed è simbolo della salvezza donata da Dio, ma per molti secoli rimasta nascosta ai popoli, i quali ne verranno a conoscenza con la venuta del Messia. L’assenza della morte e del dolore fa logicamente pensare ad un futuro al di là della vita terrena; si tratta di beatitudine eterna annunciata con espressioni identiche anche nell’Apocalisse: <<Dio … tergerà ogni lacrima dai l...

L'anno della siccità nel Burkina Faso

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Piero Gheddo IL VANGELO DELLE 7 e 18 Raccolta dei testi trasmessi alla radio nel 1988 per la rubrica "Parole di Vita" Ieri, iniziando questo mio ciclo di conversazioni, mi sono presentato come missionario e giornalista e vi ho promesso di raccontarvi ogni giorno un episodio della mia vita, che mi ha particolarmente colpito e fatto riflettere. Dobbiamo sempre imparare da quanto ci succede, perché è Dio che si rivela nella realtà quotidiana, che ci provoca e ci chiama. Tre anni fa mi trovavo in Burkina Faso, paese africano appena a sud del deserto del Sahara, che un tempo si chiamava Alto Volta. Forse qualcuno ricorda che qui Fausto Coppi, venuto in vacanza nel 1960 per una partita di caccia grossa, contrasse la malaria che lo portò rapidamente alla tomba. Il Burkina è oggi uno scatolone di polvere e sabbia, con le stentate foreste della zona pre-desertica. 111985 era l'anno della grande siccità, non aveva piovuto per otto mesi di seguito: ho visto villaggi abbandonati e i...

PICCOLO CATECHISMO DELLA VITA DI ORAZIONE

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Clicca sul link P. Gabriele di S.M:Maddalena OCD: Piccolo Catechismo  ...  

XXVII DOMENICA T. O.

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La parabola della vigna è il tema dominante della liturgia del giorno. Parabola comune al Primo e Nuovo Testamento di cui i profeti prima e Gesù poi si sono serviti per parlare dell’amore di Dio per il suo popolo e dell’ingratitudine di questo. Isaia, nella prima lettura, descrive la storia d’Israele come la storia della vigna del Signore, da lui posseduta in terreno ubertoso, “vangata”, liberata dai sassi e piantata con ottimi magliuoli, munita di torre per difenderla dai ladri e fornita di tino. Tutto fa pensare a un ottimo raccolto, invece la vigna “diede uva acerba”. La terra coltivata dal contadino dà buoni frutti, ma la vigna del Signore li rifiuta. Dio allora si rivolge al suo popolo: “giudicate voi fra me e la mia vigna. Che cosa avrei dovuto fare ancora alla mia vigna che io non le abbia già fatto?” Giudicando della vigna infruttuosa, Israele è costretto a giudicare di se stesso. Dio lo ha scelto a suo popolo, l’ha liberato dalla schiavitù, l’ha trapiantato in terra fe...