1 e 2 novembre Solennità di tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti

Ultima lettera

Riflessioni di S. Teresa di Gesù

“Castello interiore” VI capitolo 7 (titolo):

 “… che grande errore non sforzarsi, per spirituali che siano, di tenere presente l’Umanità di nostro Signore (…) e della Sua gloriosa Madre e dei Santi.”

“Vita” 1,1.4:

“Mio padre amava leggere buoni libri e ne teneva diversi in lingua volgare perché anche i suoi figli li leggessero. A causa di queste letture e della cura che mia madre aveva di farci pregare e di renderci devoti di Nostra Signora e di alcuni Santi, cominciò a destarsi in me la pietà, credo all’età di sei o sette anni. Mi era di aiuto il vedere che i miei genitori non favorivano che la virtù; di virtù essi ne avevano molte (…)I miei fratelli, dunque, non mi intralciavano in nulla per distogliermi dal servire Dio. Ne avevo uno quasi della mia età, con il quale mi mettevo spesso a leggere le vite dei santi (…)Nel vedere i martìri che le sante avevano sofferto per Dio, mi sembrava che comprassero molto a buon mercato la grazia di andare a godere di lui, e desideravo ardentemente morire anch’io come loro (…)  Ci impressionava molto nelle nostre letture l’affermazione che pena e gloria sarebbero durate per sempre. Ci accadeva, pertanto, di passare molto tempo a parlare di quest’argomento e godevamo di ripetere molte volte: sempre, sempre, sempre! Nel pronunciare a lungo tale parola, piacque al Signore che mi restasse impresso nell’anima, fin dall’infanzia, il cammino della verità.”

 “Cammino di perfezione” 16,12:

“Dio ci liberi, sorelle, quando faremo qualcosa di imperfetto, dal dire: «non siamo angeli», «non siamo santi». Considerate che, quantunque non lo siamo, è sempre bene pensare che, mediante i nostri sforzi, con l’aiuto di Dio, potremmo esserlo, e non temere che egli ci venga meno, se da parte nostra non gli veniamo meno. E poiché non siamo venute qui per altro fine, mano all’opera, come si dice: non vi sia nulla in cui vediamo che si serve meglio il Signore che non crediamo di riuscire a compiere con il suo aiuto. Io vorrei che ci fosse in questa casa tale aspirazione, che fa sempre crescere l’umiltà e fa avere una santa arditezza, perché Dio aiuta le anime forti e non fa preferenza di persone.

“Vita” 15,7:

 [quando il Signore concede orazione di quiete] “ la sola ragione che qui può valere è intendere chiaramente che non ce n’è nessuna perché Dio ci faccia una grazia così grande, all’infuori, unicamente, della sua bontà. Cerchiamo di capire, piuttosto, che gli siamo molto vicini, chiediamo grazie a Sua Maestà e preghiamo per la Chiesa, per coloro che si raccomandano alle nostre preghiere e per le anime del purgatorio, non con rumore di parole, ma con vivo desiderio di essere esauditi. È un’orazione che comprende molte cose e mediante la quale si ottiene di più che con molti ragionamenti dell’intelletto.”

“Vita” 7,14:

“In quel tempo [dicembre 1543] mio padre fu colpito dalla malattia che lo condusse alla tomba e che durò alcuni giorni. Andai ad assisterlo (…) mi feci coraggio per non mostrare dolore e comportarmi, finché morì, come se non sentissi alcuna pena, anche se mi parve che mi strappassero l’anima, quando vidi estinguersi la sua vita, perché l’amavo molto.

Lettera del 7.11.1571:
 “Ho avuto dispiacere quando sono venuta a conoscenza della morte della buona donna Giovanna. Dio la accolga con sé, lo farà, perché era molto buona. Veramente non so perché ci affliggiamo per coloro che partono per una terra sicura, e sono ormai liberati da Dio dai mutamenti e dai pericoli di questo mondo, è un amare noi stessi , non quelli che vanno a godere di un bene maggiore.”

Commenti

Post popolari in questo blog

Tempo Ordinario

Lectio: Domenica, 7 Giugno, 2015 L’istituzione dell’Eucaristia